P101 consolida la sua presenza nel mercato del venture capital integrando le competenze di PranaVentures, operatore specializzato in investimenti seed; nasce in questo modo una piattaforma di offerta italiana diversificata lungo tutte le fasi di investimento, con una massa critica di oltre 600 milioni di euro già raccolti a oggi. A valle dell’operazione, poi, è già stata avviata la raccolta del fondo seed Prana101, il primo del nuovo corso, con un target a 100 milioni e primo closing atteso a fine anno. Sullo sfondo anche il varo del quarto veicolo di P101, che nelle intenzioni punta a superare la soglia dei 250 milioni di euro del predecessore, P103.
«L’ingresso in PranaVentures rappresenta un passaggio importante nella strategia di crescita di P101: rafforziamo il nostro presidio sul seed capital e costruiamo le basi per lo sviluppo di un nuovo modello di venture capital in Italia, capace di combinare scala, competenze e network per accompagnare le startup lungo l’intero ciclo di sviluppo, dalle prime fasi fino allo scale-up internazionale – commenta Andrea Di Camillo, founder e managing partner di P101 –. Il mercato ha bisogno di operatori più solidi, più specializzati e capaci di competere su scala europea e insieme al team di PranaVentures lavoreremo per costruire una Sgr più completa, istituzionale e competitiva, con l’ambizione di superare nel tempo 1 miliardo di euro di asset in gestione. Un’operazione del genere è la prima in Italia nel mondo del venture capital. La logica è porsi sul mercato non più come un singolo veicolo, ma come un operatore in grado di scalare e offrire una gamma più ampia di servizi».
La strategia seed, in particolare, sarà guidata da Lisa Di Sevo, founder di PranaVentures, e Guido Giordano, partner, in continuità con il percorso avviato nel 2021.
«Prana101 nasce in un momento di discontinuità, sia tecnologica che del segmento seed. L’Ai ha ridefinito costi e modalità di sviluppo di un’impresa e in questo nuovo contesto rapidità decisionale ed efficienza operativa sono cruciali quanto i capitali» spiega Di Sevo. La scelta di PranaVentures, aggiunge, nasce dalla «consapevolezza che è necessario essere più competitivi a livello di massa». Cade inoltre in un momento di maturità del mercato italiano, che «si sta spostando verso il late stage e il growth, a discapito del seed, in un contesto sempre più frammentato. L’unione con P101 ci permetterà maggiore verticalità». Il nuovo veicolo Prana101, in particolare, sarà dedicato a investimenti pre-seed e seed, supportando startup tecnologiche italiane ed europee, con una tesi focalizzata sui grandi cambiamenti abilitati dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale nei modelli di business, nelle infrastrutture digitali e nei servizi per persone e imprese. Con Prana101 potranno quindi salire fino a 700 milioni i capitali raccolti attraverso 9 veicoli gestiti dal polo, che oggi conta più di 80 aziende attive in portafoglio, capaci nel 2025 di generare circa 2 miliardi di euro di ricavi aggregati e impiegato complessivamente più di 5.500 persone.
La piattaforma di P101, nelle intenzioni, nel futuro potrà crescere ancora. «Ci sono spazi nel mercato del debito, nel technology transfer, e nell’internazionalizzazione – spiega Di Camillo -, ma ora restiamo concentrati su questo primo passo, con l’avvio della raccolta per il nuovo fondo seed e, presto, anche per il quarto veicolo di P101 che supererà i 250 milioni raccolti dal fondo precedente.
